Golam Reza Aghazadeh, capo dell’agenzia atomica iraniana, ha confermato che lunedì è stata completata la prima consegna di uranio arricchito prodotto in Russia. La fornitura di combustibile per il reattore, ancora in costruzione a Bushehr fa parte dell’accordo firmato la scorsa settimana tra il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad e quello russo Vladimir Putin ed è il modo che ha scelto la Russia per cercare di disinnescare la crisi internazionale scatenata dall’atteggiamento di Stati uniti e Gran Bretagna, che non credono alle ripetute assicurazioni iraniane circa la natura esclusivamente civile del programma nucleare nazionale. L’arrivo dell’uranio arricchito russo è la manifestazione della spaccatura nel Consiglio di sicurezza dell’Onu tra quei paesi [Usa e Regno unito, ma anche Francia] che chiedono nuove sanzioni internazionali contro l’Iran e quelli che invece ritengono che la repubblica islamica non stia violando il Trattato di non proliferazione nucleare. Attraverso l’uranio consegnato oggi, la Russia è tornata con decisione a giocare un ruolo in Medio oriente, dopo dieci anni di eclissi.






