In un documento letto dalla tv di stato cubana, Fidel Castro ha per la prima volta alluso direttamente alla possibilità di lasciare la guida del regime cubano, dopo oltre 40 anni di potere. Il lider maximo, che guida lo stato caraibico dal 1959, non compare in pubblico da quasi un anno e mezzo, dopo che nell’estate del 2006 ha subito un intervento all’addome. «Il mio dovere è di non rimanere attaccato al mio incarico–ha scritto Castro–e ancor meno di ostacolare l’emergere delle nuove generazioni, ma semmai di passare a loro le esperienze e le idee il cui modesto valore deriva dall’epoca eccezionale in cui ho vissuto». Non è una formale lettera di dimissioni, ma un messaggio relativamente chiaro e che arriva a pochi giorni dalle elezioni che l’anno prossimo, il 20 gennaio, dovranno scegliere la nuova assemblea nazionale, che ha poi l’incarico di eleggere il presidente. Secondo gli esegeti di politica cubana, peraltro, il riferimento ai «giovani» potrebbe essere un’indicazione sul fatto che la successione di Raul Castro [76 anni] alla guida dello stato cubano potrebbe non essere affatto così scontata come sembra. Tra i possibili successori, ci sono Felipe Perez Roque, 42 anni, ex capo di stato maggiore e stretto collaboratore di Castro, e Carlos Lage, vice presidente nonché consigliere economico dell’anziano leader fin dagli anni novanta.
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