«Il vero vincitore è lo stato Palestinese», aveva concluso ieri il ministro degli esteri francesi Kouchner, al termine della conferenza di Parigi che destinava allo stato Palestinese più di sette miliardi.
Di tutta risposta durante la scorsa notte missili israeliani sono stati lanciati sulla striscia di Gaza, uccidendo sei militari e ferendo almeno sei civili, tra i quali tre bambini.
Obiettivo del raid, Majed al Harazin, capo delle brigate Al-Quds.
Poichè il bilancio è salito nelle ore successive, con quattro vittime palestinesi nel nord di Gaza, ed una in Cisgiordania la reazione palestinese non è tardata ad arrivare e poche ore fa cinque missili Qassam sono stati lanciati sulla parte ovest del Negev, ed altri due al confine tra Israele e Gaza, senza provocare vittime. Ma il gruppo della Jihad isalmica minaccia attentati suicidi sul territorio israeliano.
Nabil Abu Rudeina, portavoce di Abu Mazen, ha accusato Israele di voler far fallire gli accordi presi ieri a Parigi, ma alcune organizzazioni tra cui la Croce Rossa e la Banca Mondiale avevano già chiesto una soluzione politica più che economica, dato che senza di essa la situazione palestinese non troverà facili risoluzioni.






