L’esercito pakistano ha dichiarato che i miliziani che avevano conquistato ieri un avamposto dell’esercito, nella regione del Waziristan del sud, una delle province del nord ovest del paese, si sarebbero ritirati. La ritirata sarebbe stata decisa per evitare che la colonna di guerriglieri potesse diventare un bersaglio per l’artiglieria e gli elicotteri d’attacco. Nella regione, però, i combattimenti continuano e altri due avamposti dell’esercito sarebbero stati attaccati. Un portavoce dei miliziani del Waziristan, considerati vicini ai talebani afghani e ad al Qaida, ha dichiarato alla Bbc che nell’incursione contro l’avamposto sarebbero stati uccisi sedici soldati pakistani e altri dodici sarebbero stati fatti prigionieri. L’esercito ha ammesso la perdita di sette uomini, mentre quindici risultano «dispersi».
E’ la prima volta che i guerriglieri del Waziristan, da mesi impegnati in una dura lotta contro l’esercito pakistan, conquistano un forte. E’ una sfida alla capacità dell’esercito e del presidente Musharraf di controllare il territorio. A meno di un mese dalle elezioni politiche, è una sfida che non si può ignorare.
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