Il presidente uscente, Boris Tadic, è stato battuto al primo turno delle elezioni tenutesi domenica in Serbia.Tomislav Nikolic del partito dei radicali, ha avuto, infatti il 39,4 per cento dei voti, contro il 35,4 del leader del partito democratico. Un record l’affluenza ai seggi, oltre il 60 per cento, la più alta dal 2000, dovuta probabilmente alle delicate questioni in gioco. Da parte democratica si punta su una Serbia «aperta ed europea», mentre i radicali ritengono fuorviante l’intromissione dell’Ue nelle questioni interne, come ha dichiarato Dragan Todorovic vice presidente del partito. Todorovic ha interpretato il voto come un segnale dell’opposizione dei cittadini serbi alle scelte del partito democratico [cui appartiene anche il primo ministro Vojislav Kostunica], e subito ha rilanciato: Serbia unita, senza concessioni né agli albanesi né all’Ue sull’indipendenza del Kosovo.






