La «generazione rubata» degli aborigeni avrà il suo risarcimento in Tasmania: 106 abitanti dello Stato australiano riceveranno complessivamente quasi 3 milioni di euro come ricompensa per le «profonde sofferenze» causate da una strategia socio-politica attuata dal 1915 al 1969, in base alla quale bambini aborigeni venivano allontanati dai genitori per essere inseriti in famiglie di bianchi «a scopo di integrazione». I bimbi, spesso di origine meticcia, venivano a volte strappati dalla braccia delle madri, o prelevati su ingiunzione di un tribunale oppure sottratti alle famiglie con l’inganno, per essere poi indirizzati verso istituzioni statali o ecclesiastiche oppure dati in adozione ai «bianchi».
La Tasmania è il primo e unico Stato australiano ad offrire risarcimenti alle vittime di queste assurde scelte politiche; il primo ministro australiano Kevin Rudd, a differenza del precedente John Howard, ha chiesto scusa agli aborigeni, ma finora ha rifiutato qualsiasi esborso finanziario.






