«Siamo qui per insistere e trovare una soluzione per il bene del Kenya, della sua gente e il bene dell’Africa» ha dichiarato martedì l’ex segretario generale delle Nazioni unite Kofi Annan, al suo arrivo a Nairobi. «Il nostro messaggio ai keniani è questo – ha detto Annan – Non ci potrà essere alcuna soluzione senza un dialogo genuino. Nessuna pace duratura o stabilità è possibile senza la cooperazione, la determinazione e il rispetto sostanziale per il primato della legge e dei diritti umani». Annan è stato incaricato dall’Unione africana di guidare il comitato di «saggi» inviato a mediare nella grave crisi politica del Kenya.
Oggi Annan dovrebbe incontrare il presidente Mwai Kibaki e il capo dell’opposizione Raila Odinga. A quanto pare la sua mediazione avrebbe già portato all’annullamento delle manifestazioni indette per domani in varie città del paese dall’Orange democratic movement, il partito d’opposizione di Odinga. Ma le violenze non si fermano. Decine di manifestanti hanno dato fuoco questa mattina a un edificio delle telecomunicazioni a Nairobi, dopo che la polizia ha risposto con gas lacrimogeni a una sassaiola iniziata da alcuni giovani fuori da una cerimonia funebre, organizzata per ricordare le vittime delle violenze post-elettorali.






