Smentendo le previsioni, anche ufficiali, di un rallentamento della corsa, la locomotiva cinese continua a correre. I dati diffusi giovedì mattina parlano di un tasso di crescita macroeconomico dell’11,4 per cento su base annua nel 2007, il più alto degli ultimi tredici anni. Ad alimentare la locomotiva sono soprattutto le esportazioni e il boom edilizio che ha trasformato la Cina nel più grande consumatore mondiale di cemento. Non sono solo rose: il governo è preoccupato per il tasso di inflazione, che dopo aver raggiunto un picco a novembre del 2007, è sceso a 6,5 per cento in dicembre. Molto forti i rincari nel settore alimentare, con punte, durante l’anno anche del 50 per cento per alcuni tipi di cibo, come la carne di maiale. Soprattutto, però, le statistiche macroeconomiche, concentrate sul prodotto interno lordo, non conteggiano i crescenti danni ambientali provocati dal turbocapitalismo. Per il 2008 le previsioni sono più fosche, per effetto della crisi finanziaria statunitense.
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