A poco meno di un mese dalle elezioni politiche, previste per il 18 febbraio prossimo, la situazione in Pakistan sembra avvicinarsi rapidamente al punto di esplosione. In Waziristan del sud, una delle province del nord ovest del paese al confine con l’Afghanistan, continuano a infuriare i combattimenti tra l’esercito pakistano e i ribelli, considerati vicini ai talebani afghani e ad al Qaida. Tra mercoledì e giovedì almeno 30 guerriglieri [secondo l’esercito] sono stati uccisi in una serie di raid dell’esercito, che reagisce agli attacchi condotti dai guerriglieri la scorsa settimana. Dalle scarse notizie che filtrano, ci sarebbero molti civili, forse migliaia, in fuga dalla zona dei combattimenti, per i quali l’esercito starebbe organizzando dei campi profughi. Il governo accusa i militanti del Waziristan di essere anche responsabili dell’assassinio di Benazir Bhutto. Ma è un’accusa che ancora non è stata provata.
Tags assegnati a questo articolo: Pakistan






