I negoziati oscurati dalle rivolte in Kenya

SI è saputo oggi dell’uccisione di un parlamentare dell’Orange democratic party, Mugabe Were, ieri in Kenya. E’ il primo parlamentare a morire nelle rivolte post-elettorali. Il capo dell’opposizione kenyana, Raila Odinga, ha chiamato questa mattina alla calma. Il portavoce dell’Odm, Salim Lone, ha dichiarato: «questa è una nuova forma di violenza ma chiamiamo di nuovo la gente ad essere pacifica e a evitare la violenza». La polizia ha sparato in aria e usata lacrimogeni per disperdere i manifestanti che si erano riuniti a Kisumu, nell’ovest del paese, dopo l’annuncio della morte di Were. Lo stesso è accaduto in varie città del paese e rischia di compromettere l’avvio formale del negoziato tra Kibaki e Odinga annunciato per oggi da Kofi Annan, l’ex segretario generale delle Nazioni unite, a Nairobi dal 22 gennaio per tentare una soluzione mediata di uno scontro di potere cui alcuni settori vogliono dare una valenza etnica. Odinga ha parlato di un omicidio politico. A Naivasha, nella Rift Valley, sono intervenuti due elicotteri dell’esercito e hanno aperto il fuoco per disperdere alcune centinaia di persone. Secondo quanto riferisce l’inviato della tv araba ‘al-Jazeera’ a Nairobi, un gruppo composto da circa 600 uomini, legati all’opposizione, stava tentando di assaltare una stazione della polizia. Nelle ultime ore sono state uccise 22 persone, in un mese il bilancio sarebbe di più di novecento persone e circa 250 mila sono state spostate per fuggire agli scontri.

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