Il governo cileno ha accettato le richieste di Patricia Troncoso, prigioniera politica mapuche, che dal 12 ottobre aveva iniziato uno sciopero della fame a oltranza. Patricia, molto debilitata, sarà trasferita nel carcere di Temuco, vicino alla sua comunità indigena, assieme ad altri due prigionieri mapuche. La mobilitazione internazionale ha spinto il governo «progressista» di Michelle Bachelet ad accettare le richieste dei prigionieri mapuche, a partire da quella di fine della detenzione in carceri lontane dalla comunità e dalle famiglie. Per i movimenti indigeni cileni è una vittoria importante, che non mancherà di avere conseguenze nel paese, anche se sono ancora lontani i principali obiettivi: sul piano politico, il riconoscimento dei diritti delle comunità sulle terre usurpate dalle multinazionali e su quello legale l’abolizione della legge antiterrorismo usata contro gli attivisti mapuche.






