Il blogger Nay Phone Latt, figura di spicco della ribellione birmana, è stato arrestato a Rangoon lo scorso 29 gennaio. Secondo il portavoce della Lega nazionale per la democrazia, il partito di Aung San Suu Kyi, Latt è stato interpellato perché ha contribuito a informare il mondo, via internet, sul movimento popolare guidato dai monaci e represso nel sangue dalla giunta militare. L’arresto arriva mentre una decina di attivisti, accusati di aver svolto un ruolo importante nelle manifestazioni, sono stati incolpati. Aung Sau Suu Kyi ha fatto sapere di non aver ricevuto «alcun messaggio chiaro dal governo sulla ripresa di un dialogo tra i militari e l’opposizione democratica», nelle discussioni degli ultimi mesi con i rappresentanti dei generali della giunta birmana. In un rapporto pubblicato il 30 gennaio, il Gruppo di riflessione sulle crisi [International crisis group], ha suggerito la creazione di un forum internazionale posto sotto il coordinamento delle Nazioni unite. Al forum dovrebbero partecipare i paesi vicini alla Birmania, come la Cina e i paesi del sudest asiatico. I quali hanno però rifiutato di essere coinvolti nella ricerca di una soluzione politica.






