Sono circa trecentomila i civili accolti nei 44 campi improvvisati in Kenya dopo le violenze scoppiate all’indomani delle elezioni del 27 dicembre scorso. Stime riportate oggi dal quotidiano Daily nation riferiscono di due terzi degli sfollati sono donne, bambini e ragazzi.
La Croce rossa ha denunciato la mancanza di cibo in questi campi. Nonostante il presidente Mwai Kibaki e il leader dell’Orange democratic party, Raila Odinga, abbiano firmato venerdì 1 febbraio una «road map» per uscire dalla crisi, le violenze non accennano a fermarsi.
Odinga ha giudicato ieri «necessario un dispiegamento delle forze di mantenimento della pace dell’Onu e dell’Unione africane». Il capo dell’opposizione ha poi aggiunto che «la polizia è stata spesso usata male e non crediamo nella neutralità dell’esercito». Dopo essersi dichiarato fiducioso, riguardo alla mediazione dell’ex segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, ha aggiunto di aver «una soluzione di ripiego», se i negoziati dovessero fallire.






