La Francia dice sì al trattato di Lisbona

I parlamentari francesi sono riuniti dalle 16 di questo pomeriggio in Congresso a Versailles, per modificare la Costituzione. Una modifica che permetterà la ratifica, per via parlamentare e non referendaria, del trattato europeo di Lisbona.
Il progetto di legge che modifica la costituzione è costituito da tre articoli. I risultati delle votazioni si conosceranno alle 18. L’Ump, il partito di Nicolas Sarkozy, voterà a favore, all’eccezione di qualche sovranista. Anche i centristi di François Bayroux sono favorevoli. I socialisti sono divisi. Hanno deciso di astenersi per protestare contro il rifiuto del governo di scelgliere il referendum, ma alcuni voteranno contro e altri a favore. Il partito comunista invece voterà contro il progetto di legge.
Il testo verrà poi presentato il 6 febbraio in Consiglio dei ministri e nella serata dello stesso giorno si pronunceranno i deputati. L’indomani sarà la volta dei senatori. La Francia avrà così ratificato il nuovo trattato europeo firmato a Lisbona il 13 dicembre dai 27 stati membri, a qualche mese dall’inizio della sua presidenza dell’Unione europea, il primo luglio e a due anni dalla vittoria del no al referendum del 29 maggio 2005.
Secondo Olivier Besancenot, della Lega comunista rivoluzionaria: «Nel 2005, la campagna è iniziata quando è stato annunciato il referendum. Allora si era iniziato a discutere». Marie-George Buffet, del Pcf, promette «nuove belle battaglie», a luglio, con la presidenza francese dell’Ue e nel 2009, con «l’occasione di trasformare in referendum» le elezioni europee.

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