I ribelli hanno accettato oggi un «cessato il fuoco immediato», a patto però che il presidente Idriss Déby dia le sue dimissioni. I ribelli accusano la Francia di aver «causato enormi vittime civili» nella capitale, durante un «intervento diretto» dell’aviazione francese.
L’alleanza delle tre principali ribellioni del Ciad chiedono inoltre un «dialogo nazionale per un regolamento pacifico del conflitto del Ciad» e «l’instaurazione di un regime politico veramente democratico».
I ribelli, che si dicono stupiti del coinvolgimento diretto della Francia nel conflitto, chiedono anche il rilascio degli opponenti politici arrestati ieri. Negli ultimi giorni, circa 15 mila ciadiani si sono rifugiati in Camerum per sfuggire ai combattimenti, nei quali almeno 500 persone sono rimaste ferite. Non si conosce invece il numero delle vittime.
Ieri, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha condannato gli attacchi dei gruppi ribelli contro il governo del Ciad e ha chiesto agli stati membri di offrire il loro sostegno al paese africano, in una dichiarazione non vincolante approvata oggi.






