Il via libero definitivo potrebbe arrivare il prossimo 18 febbraio, nel summit dei ministri degli esteri dei 27 paesi dell’Unione europea. Intanto, all’unanimità, i paesi membri dell’Ue hanno approvato lunedì sera, meno di 24 ore dopo i risultati delle elezioni presidenziali in Serbia, l’invio di una missione di polizia in Kosovo. La missione sarà composta da mille e ottocento agenti di polizia, che avranno il compito di sostituire la polizia della missione Onu in Kosovo, l’Unmik. Rimarranno sul campo anche i circa 15 mila soldati della Nato attualmente presenti nella regione. La manovra europea verso la Serbia non si ferma qui. In settimana infatti dovrebbe essere firmato tra l’Ue e il governo di Belgrado un accordo politico che viene considerato come il primo passo verso l’apertura di negoziati ufficiali per l’ingresso della Serbia nell’Ue. Secondo il sito dell’emittente britannica Bbc, la missione dell’Ue dovrebbe essere affidata al diplomatico olandese Peter Feith e dovrebbe avere una durata di 16 mesi, per un costo di 205 milioni di euro. Intanto, però, mentre i vertici del governo kosovaro-albanese continuano a dire di essere pronti a dichiarare l’indipendenza unilaterale, due paesi membri dell’Ue, Cipro e Romania, hanno già fatto sapere che non riconosceranno l’indipendenza della provincia.






