Una delegazione di dieci eurodeputati, di diversi gruppi politici, guidata da Luisa Morgantini, vicepresidente del parlamento europeo, è stata a Gaza il 5 febbraio per protestare contro l’embargo e l’assedio imposto dal governo israeliano all’enclave palestinese. Nella conferenza stampa di presentazione della missione, i parlamentari hanno raccontato delle condizioni di vita dei palestinesi di Gaza, e in particolare della situazione negli ospedali: «A causa dell’embargo scarseggiano medicinali essenziali per i malati di cancro–ha detto Luisa Morgantini–così come il carburante per i generatori che tengono accese le incubatrici». La situazione è drammatica anche per l’economia della Striscia di Gaza, dove ormai l’80 per cento dei lavoratori è senza un impiego. I parlamentari europei hanno riferito quanto affermato dagli imprenditori palestinesi, che cioè l’embargo non colpisce Hamas o le sue milizie, ma è una punizione collettiva che si abbatte indiscriminatamente su tutti i civili palestinesi.
Nemmeno la visita degli eurodeputati, però, è riuscita a tenere lontana da Gaza la continua minaccia dei raid aerei israeliani. Giovedì mattina le truppe di Tel Aviv sono tornate a colpire: in due incursioni, a Jabalyia e Beit Hanoun, carri armati ed elicotteri hanno ucciso almeno cinque persone, tra cui un insegnante.






