L'Australia chiude il Cpt di Nauru

La cosiddetta «soluzione Pacifico» era stata, dal 2001, il fiore all’occhiello del governo conservatore australiano guidato per undici anni dal premier John Howard. Meccanismo semplice: gli staterelli insulari del Pacifico avrebbero accettato di «ospitare» sul proprio territorio dei Cpt dove l’Australia avrebbe scaricato i suoi migranti illegali. In cambio, il governo federale di Canberra avrebbe pagato per il servizio, milioni di dollari ogni anno. I Cpt esternalizzati sono stati creati sull’isola-stato di Nauru e su quella di Manus [parte della Papua Nuova Guinea]. Più volte nel corso degli ultimi sette anni l’Alto commissariato Onu per i rifiugiati e le organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani avevano protestato contro questa politica e durante la campagna elettorale di pochi mesi fa il leader laburista Kevi Rudd [ora primo ministro] aveva promesso la chiusura dei Cpt «pacifici». Gli ultimi migranti detenuti, 21 srilankesi, hanno lasciato Nauru venerdì mattina, dopo dieci mesi di attesa nel Cpt, rimasto ormai vuoto.

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