La soluzione alla crisi post-elettorale in Kenya sembrava vicina, ma la delegazione governativa che partecipa ai colloqui di pace ha scelto la linea dura e rifiutato la formazione di un governo di coalizione con l’Orange democratic party [Odm] che, alle elezioni generali del 27 dicembre, ha ottenuto la maggioranza dei seggi in parlamento.
Ieri Kofi Annan, che dirige una squadra di mediatori, ha dichiarato che «la formazione di un governo di coalizione è un’opzione plausibile quando un paese è in crisi e ora ci troviamo di fronte a una grave crisi politica. Le due parti devono procedere insieme e impegnarsi per risolvere questioni importanti come l’approvazione delle riforme costituzionali e l’organizzazione delle elezioni». Ma il campo del presidente Kwai Kibaki ha fatto sapere, a sorpresa, che non aderisce all’ipotesi di un governo di transizione per due anni, incaricato di portare il paese a nuove elezioni.
Si allontano così la soglia di una soluzione della crisi entro 72 ore, fissata da Kofi Annan due giorni fa. Venerdì, il presidente statunitense Bush e il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon si dovrebbero incontrare per discutere della situazione in Kenya.






