Mentre all’Onu il consiglio di sicurezza è riunito a porte chiuse per discutere della situazione in Kosovo, tanto Mosca quanto Belgrado annunciano misure per contrastare e «annullare» la dichirazione di indipendenza attesa per domenica o lunedì. Il premier serbo Vojslav Kostunica ha detto in un’intervista al giornale Glas Javnosti che la «Serbia non si farà umiliare» e che sarebbero pronte una serie di misure di ritorsione diplomatica ed economica per «annullare la formazione di uno stato fantoccio». Nella seduta di oggi del parlamento serbo è prevista l’approvazione di un documento contro l’indipendenza del Kosovo, considerato anche dal neopresidente Boris Tadic come parte integrante del territorio serbo. Da Mosca, intanto, il presidente russo Vladimir Putin ha detto durante la conferenza stampa annuale – l’ultima da presidente – che anche la Russia ha un «piano» per evitare «l’inutile, ingiusta e illegale» indipendenza del Kosovo. Putin ha annunciato anche un possibile ricorso al consiglio di sicurezza dell’Onu in caso di dichiarazione unilaterale di indipendenza dei kosovaro-albanesi.






