Dopo quarantanove anni alla guida di Cuba, Fidel Castro ha rinunciato alla presidenza del paese, carica che occupava dalla rivoluzione. Lo ha scritto in una lettera ai suoi «cari compatrioti», pubblicata oggi su Granma, il quotidiano del regime. «Non aspirerò né accetterò la carica di presidente del Consiglio di Stato e di commandante in capo» ha scritto il Lider maximo. Allontanato dal potere da una malattia nell’estate 2006, Castro, 81 anni, aveva lasciato il paese in mano al fratello minore Raul, 76 anni. Il quale aveva, a pochi mesi dall’assunzione del potere ad interim, sottolineato la necessità di «continuare ad aprire alle nuove generazioni», pur conservando la stessa rotta socialista dell’ultimo mezzo secolo. In un discorso pronunciato in occasione del cinquantesimo anniversario dell’inizio della rivoluzione, nel dicembre 2006, Raul Castro aveva dichiarato;«Approfitto dell’occasione per esprimere ancora una volta la nostra disposizione a risolvere attorno a un tavolo di negoziati la vertenza prolungata ta Stati uniti e Cuba, su principi di uguaglianza, di reciprocità, di non-ingerenza e di mutuo rispetto».
Il parlamento cubano, recentemente eletto, si riunirà il 24 febbraio per nominare i membri del Consiglio di Stato e il suo presidente.






