Dopo due mesi di bombardamenti, la Turchia ha passato il confine Nord iracheno con un attacco di terra. L’obiettivo, come si sapeva da tempo, è di colpire le basi del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, che hanno trovato rifugio in nord Iraq.
L’attacco è iniziato ieri sera e questa mattina oltre diecimila uomini avevano varcato il confine. Le operazioni militari si stanno concentrando nella zona di Hakurk, dove secondo l’esercito turco si concentrerebbero la maggior parte dei campi del Pkk.
Rastrellamenti anche a Zap, Kandil, Rekan e Nerve. Fonti curde non ancora confermate da parte turca hanno detto che sono stati sentiti colpi di artiglieria e che ci sarebbero stati diversi scontri fra i militari della Mezzaluna e membri dell’organizzazione terroristica. Sempre secondo fonti curde il campo di Ganires sarebbe già in mano turca. Secondo lo stato maggiore turco, le operazioni andranno avanti fino a quando l’obiettivo non sarà stato raggiunto.
Questa mattina Koksal Toptan, presidente del parlamento e Ali Babacan, ministro degli esteri si sono congratulati con le forze dell’ordine turche, lasciando intendere che l’operazione potrebbe durare a lungo ed essere seguita da altre. Per Washington l’operazione è «una brutta notizia».






