Decine di migliaia di persone hanno protestato oggi a Gaza contro il blocco israeliano che negli ultimi mesi ha asfissiato la Striscia. Una catena umana ha attraversato da nord a sud quasi tutto il territorio dell’enclave palestinese, anche se la partecipazione è stata leggermente inferiore a quanto il Comitato popolare contro l’assedio aveva previsto. La chiusura delle scuole, decisa dalle autorità della Striscia, ha consentito la massiccia partecipazione degli studenti. Un gruppetto di adolescenti, secondo le agenzie internazionali, avrebbe anche iniziato una sassaiola contro i soldati israeliani che presidiano il valico di Erez. I soldati hanno sparato, una volta tanto in aria. Il blocco attorno a Gaza è tornato a farsi pesantissimo, dopo alcuni giorni di sollievo, un mese fa, quando gli attivisti di Hamas avevano fatto saltare in aria il muro che chiude il valico di Rafah, al confine con l’Egitto. Il blocco è diventato operativo a settembre, quando Israele ha dichiarato la Striscia di Gaza «entità nemica» e va avanti nonostante le proteste internazionali. Appena qualche giorno fa, il parlamento europeo ha approvato una risoluzione che chiede la fine immediata del blocco, definito «una punizione collettiva» inflitta da Israele ai cittadini palestinesi che vivono nella Striscia. E giusto ieri i caccia israeliani sono tornati a colpire i cosiddetti «obiettivi mirati»: due morti.






