Mercoledì comincia la sessione annuale del parlamento cinese e per l’occasione il governo di Pechino ha rivelato, del bilancio annuale, un consistente aumento delle spese militari. Nel 2008 le spese belliche cinesi arriveranno all’equivalente di circa 60 miliardi di dollari, con una crescita del 18 per cento rispetto all’anno scorso. La cifra, come sempre, è molto controversa. Secondo gli Stati uniti e secondo molti analisti di cose militari, Pechino, in realtà, spende in armi e in programmi militari almeno il doppio della cifra dichiarata, dato che molte voci di bilancio che riguardano le forze armate e le infrastrutture militari non sono comprese nel budget del ministero della difesa. Le critiche statunitensi non sono mancate nemmeno questa volta, anche se le spese militari Usa sono quasi dieci volte quelle cinesi. Pechino ha risposto invitando la Casa bianca da abbandonare «la mentalià da guerra fredda» e a considerare che la Cina «non è una minaccia per nessun paese». Il Pentagono, in particolare, è preoccupato per i progressi cinesi nella cosiddetta cyberguerra, una delle frontiere della tecnologia bellica del ventunesimo secolo.
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