Non sono soddisfatti, il presidente ecuadoriano Rafael Correa e quello venezuelano Hugo Chavez. Il vertice dell’Organizzazione degli stati americani, convocato d’urgenza dopo il raid delle truppe colombiane in Ecuador per uccidere Raul Reyes, il numero due delle Farc, si è concluso con una criticha che, secondo Correa e Chavez, è troppo blanda. Sarà comunque creata una commissione d’indagine indipendente che chiarirà i fatti, come chiesto dal governo ecuadoriano. Sulla peggiore crisi diplomatica latinoamericana degli ultimi anni, si sta aprendo, intanto, qualche spiraglio. Il vice presidente colombiano Francisco Santos, in visita a Bruxelles, ha escluso che possa scoppiare una guerra: «Non faremo uso della forza e non cederemo a provocazioni», ha detto Santos incontrando i vertici dell’Ue. La mobilitazione militare, però, procede: il Venezuela ha mandato quasi diecimila soldati al confine con la Colombia, e l’Ecuador poco più di tremila. Pochi, per qualsiasi seria minaccia militare, ma abbastanza per far rischiare una crisi di nervi che potrebbe infiammare tutto il continente.






