8 marzo a Madrid: tra stato e chiesa cattolica

Prima che l’omicidio di dell’ex assessore socialista Isaias Carrasco, a Bilbao, fermasse la campagna elettorale spagnola per le elezioni politiche di domenica 9, l’intrusione delle gerarchie cattoliche aveva evidenziato che, al di là dei temi della politica economica [sui quali il governo di José Luis Zapatero ha un po’ il fiato corto], uno degli elementi centrali dello scontro tra le destre spagnole, il Psoe e la sinistra di Izquierda Unida è proprio quello dei diritti civili e dei diritti delle donne. Anche in Spagna, come in Italia, la chiesa cattolica ha avviato una campagna per erodere il diritto di scelta delle done in tema di aborto e per abrogare, in caso di vittoria della destra, la legge che riconosce le unioni matrimoniali tra persone dello stesso sesso. Su questi temi, Mariano Rajoy, leader del Partito popolare, ha cercato di tenere un profilo [relativamente] basso per concentrarsi sul contrasto all’immigrazione, sulla disoccupazione in aumento, sul calo del potere d’acquisto dei salari e sull’emergenza casa. L’irruzione dei vescovi, però, ha scoperto le carte del Pp. La campagna finora sembra fallita: gli ultimi sondaggi danno a Zapatero un vantaggio di 4 punti percentuali. Carta settimanale, in edicola da venerdì 7 marzo, approfondisce i temi della campagna elettorale spagnola con un articolo di Gemma Galdon Clavell.

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