Una marcia non violenta dall’India al Tibet

Centinaia di giovani tibetani si preparano a compiere una marcia dall’India al Tibet, per rivendicare il diritto all’autodeterminazione. L’arrivo in Tibet è previsto per l’8 agosto, giorno di inaugurazione dei giochi olimpici che quest’ano si svolgeranno in Cina.
La scelta di partire oggi non è casuale. Il 10 marzo del 1959 la resistenza tibetana all’occupazione cinese culminò in un’insurrezione nazionale che fu pesantemente soppressa. Ottantasette mila tibetani, nel solo Tibet centrale, furono uccisi dall’esercito cinese e altri 80 mila fuggirono chiedendo asilo politico in India, Nepal e Bhutan.
Oggi le speranze del popolo tibetano esiliato di tornare in Tibet continuano a scontrarsi con la politica di dura repressione culturale e religiosa del governo cinese, che da anni occupa illegalmente la regione per sfruttarne le risorse turistiche e minerarie.
Gli organizzatori della marcia sperano che la Cina, essendo sotto gli occhi dei media di tutto il mondo per le imminenti olimpiadi non oserà macchiarsi di ulteriori violenze nei loro confronti.

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