Sarkozy sconfitto. Le grandi città passano al rosa

Il primo a fare le spese della netta sconfitta di Sarkozy e del suo partito, l’Ump, alle elezioni presidenziali, è stato il portavoce dell’Eliseo [nonché candidato destituito prima ancora delle elezioni amministrative di Neuilly], David Martinon. Le funzioni di portavoce del presidente della Repubblica francese «sono soppresse», le dichiarazioni ufficiali saranno d’ora in poi affidate al segretario generale dell’Eliseo Claude Guéant e al consigliere diplomatico del presidente Jean-David Levitte.
Le elezioni del 9 e 16 marzo hanno di fatto creato un nuovo tipo di coabitazione: il premier appartiene sempre allo stesso partito del presidente, ma i poteri locali è in mano all’opposizione, che guida già dal 2004 e fino al 2010 ben 20 regioni su 22, e ora la sinistra controlla oltre la metà dei 101 dipartimenti. Il Partito socialista, che ha conquistato tra le altre Tolosa, Strasburgo, Reims, governo sette delle dieci più grandi città francesi. L’Ump è invece riuscita a conservare Bordeaux, Nizza e Marsiglia.

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