La Serbia si divide in vista del voto

L’11 maggio i cittadini della Serbia decideranno ancora una volta quale strada il paese dovrà percorrere nel tempo a venire. Oltre alle elezioni locali e provinciali, indette tempo fa, all’inizio di maggio i cittadini decideranno la nuova composizione del parlamento, e di conseguenza il futuro governo. Dopo mesi e mesi di agonia e di conflitti covati sotto la cenere tra il Partito democratico [Ds] e il Partito democratico della Serbia [Dss], il premier dimissionario Vojislav Kostunica ha comunicato all’opinione pubblica che la coalizione di governo non condivide più i principi sulla base dei quali era stata formata. Il premier Kostunica ha trovato l’uscita dalla crisi nella richiesta di indizione di elezioni parlamentari anticipate. La decisione finale è stata assunta dal presidente della Serbia Boris Tadic, che subito dopo l’evidente spaccatura all’interno del governo ha detto che non avrebbe tardato a fissare la data delle elezioni. Tadic ha optato, come ha lui stesso precisato, per la decisione più razionale e per le elezioni parlamentari anticipate da tenersi insieme a quelle amministrative. Tadic il 13 marzo ha firmato la scioglimento del parlamento. Nella dichiarazione che hanno ripreso tutti i media, Tadic ha affermato che «le elezioni sono la via democratica con la quale i cittadini diranno come la Serbia dovrà svilupparsi negli anni a venire». In quell’occasione ha invitato tutti i partiti ad adottare un comportamento leale e rispettoso durante le elezioni. Tuttavia, già nei primi giorni dopo l’indizione delle elezioni ci si è resi conto che questa sarà la campagna elettorale più sporca degli ultimi cinque anni. Gli analisti sono concordi sul fatto che la Serbia durante la campagna elettorale si dividerà definitivamente in due poli–nel cosiddetto blocco patriottico e nel cosiddetto blocco europeista–col che i cittadini saranno riportati indietro con la macchina del tempo, all’anno 2000. Non è ancora del tutto chiaro il perché il governo sia caduto. Il premier Kostunica dice che il governo è caduto per questioni di principio sul Kosovo, mentre il presidente Tadic afferma che il governo è caduto per questioni di principio sull’Europa. Il premier e il presidente con le loro dichiarazioni hanno indicato chiaramente quali saranno i temi della campagna elettorale: il Kosovo e l’Unione europea. Su questi due temi c’è da aspettarsi lo scontro di opinioni e una lotta all’ultimo voto.
In Serbia non si pensa ancora alle elezioni. Sono lontane, i cittadini sono ancora stanchi della gara per le presidenziali da poco conclusa. Il Kosovo non scende dalle prime pagine dei giornali e dalle notizie di apertura, ogni giorno si organizzano proteste e dibattiti, preoccupano le notizie allarmanti che giungono dal Kosovo del nord. Molti cittadini, nei sondaggi, affermano che finalmente le maschere sono cadute e che adesso si sa chi è chi sulla scena politica serba. Gli esperti ritengono che la Serbia stia andando sempre più verso un sistema politico bipolare. È ancora presto per fare pronostici su quante liste saranno presenti alle elezioni parlamentari anticipate. Tuttavia qualcosa è già chiaro sin da ora. Vojislav Kostunica e il suo Partito democratico della Serbia [Dss] e Velimir Ilic con Nuova Serbia [Ns], partner da molto tempo, anche questa volta si presenteranno insieme. Il Partito democratico si presenterà alle elezioni in coalizione con il Partito democratico del Sangiaccato [Sdp] di Rasim Ljajic. Durante il weekend è stato raggiunto un accordo sulla sua presentazione insieme al G17 plus. Questi partiti si presenteranno insieme con il nome «Per una Serbia europea» – Boris Tadic.
Il Partito radicale serbo [Srs] alle elezioni, come sempre finora, si presenterà da solo. Se bisogna credere alle dichiarazioni, Vojislav Kostunica può dimenticare il posto da premier. Un tale messaggio gli è stato inviato sia da Boris Tadic che da Tomislav Nikolic.

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