Le mobilitazioni pacifiste contro la guerra in Iraq hanno provocato una dura reazione delle polizie locali, che riflette il nervosismo dell’amministrazione federale. Almeno 200 persone sono state arrestate in diverse città, da New York a Miami, da Chicago a San Francisco, a Washington, dove trentadue persone sono state fermate per aver bloccato per un’ora gli uffici dell’agenzia federale delle entrate. Era una delle azioni dirette contro i cinque «pilastri» della guerra decise dalla coalizione United for peace and justice [Ufpj], il più ampio network pacifista, per «celebrare» l’inizio del sesto anno di occupazione in Iraq. Gli arresti più numerosi a San Francisco, dove la polizia ha caricato uno dei presidi pacifisti su Market street, cuore finanziario della città. A Boston, sono stati arrestati cinque attivisti che hanno inscenato il dramma della guerra davanti a un centro di reclutamento. Sempre a Washington, invece, i manifestanti hanno lanciato vernice rossa contro gli uffici del quotidiano Examiner e hanno protestato davanti al Washington Post per contestare la connivenza dei media con la guerra di Bush.
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