Resa dei conti a Bassora tra sciiti e sunniti

Il primo ministro iracheno Nuri al Maliki è arrivato personalmente nella seconda città dell’Iraq, Bassora, per assistere alle operazioni: migliaia di soldati dell’esercito regolare iracheno – 15 mila secondo alcune ricostruzioni – appoggiati da unità della polizia nazionale, hanno iniziato a regolare i conti, a colpi di kalashnikov, con l’Esercito del Mahdi, la milizia sciita controllata dal leader radicale Muqtada al Sadr. Le forze regolari irachene, appoggiate dagli elicotteri del contingente britannico ancora presente e Bassora, hanno impiegato anche artiglieria e carri armati, in quella che con il passare delle ore è diventata una vera e propria battaglia. Secondo al Maliki, si tratta di un’operazione per «riprendere il controllo» di Bassora, che finora era la roccaforte dell’esercito del Mahdi. La milizia sciita è accusata, soprattutto dai sunniti, ma anche da molte Ong laiche, di essere responsabile di molte uccisioni sommarie e di aver cercato di imporre con la forza la propria versione di legge coranica. Dopo aver combattuto contro gli statunitensi e contro le milizie sunnite – a Bassora ma anche nei quartieri sciiti di Baghdad – dall’agosto del 2007 l’Esercito del Mahdi aveva dichiarato una tregua, rinnovata il mese scorso da un discorso di Muqtada al Sadr. Il governo iracheno accusa l’Esercito del Mahdi di finanziarsi con il contrabbando di petrolio, e gli Usa vedono in al Sadr un alleato dei settori più conservatori del governo iraniano. Mentre a Bassora si combatteva, in molti quartieri sciiti della capitale irachena ci sono state in corso proteste contro il governo.

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