Una nuova tegola cade sulla politica internazionale verso l’Afghanistan, a pochi giorni dal vertice della Nato in cui il paese asiatico sarà uno dei temi caldi. Un rapporto, curato dall’Ong britannica Oxfam per conto dell’Agenzia che coordina le 94 organizzazioni impegnate nella ricostruzione in Afghanistan, accusa i paesi donati di non aver mantenuto fede alle promesse fatte dopo la caduta dei talebani. Almeno 10 miliardi di dollari di aiuti non sono mai stati consegnati, e, secondo il rapporto, il 40 per cento di quello che è stato stanziato ritorna alla fonte sotto forma di spese per il personale espatriato e retribuzione per i consulenti. Una parte dei fondi, poi, viene incanalata attraverso il governo afghano, con il risultato che la gestione e la destinazione effettiva risponde più a criteri di opportunità politica e di clientelismo che ai reali bisogni dei cittadini. Al rapporto ha risposto subito UsAid, l’agenzia di cooperazione governativa statunitense, che spiega la discrepanza tra promesse e realizzazioni con la mancanza di sicurezza in molte zone del paese. Come dire che per ricostruire bisogna prima «vincere».
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