Dopo le esternazioni di Sarkozy sull’eventuale boicottaggio delle Olimpiadi, la disponibilità del ministro degli esteri Bernard Kouchner e della sottosegretaria ai diritti umani Rama Yade a ricevere ufficialmente il Dalai Lama, la Cina risponde alla tardiva presa di posizione francese. Qu Xing, vice dell’ambasciatore cinese in Francia ha così paragonato provvocatoriamente la repressione cinese in Tibet alla repressione delle sommosse di Villiers le Bel, nella periferia di Parigi. «Alcuni mesi fa–ha dichiarato Xing–ci sono state delle sommosse a Villiers le Bel. Mille poliziotti sono stati inviati in questa cittadina di 26 mila abitanti». E ha poi chiesto «Accetereste una missione delle Nazioni unite per accertare quello che è successo a Villiers le Bel?».
Secondo il ministro degli esteri D’Alema bisogna «discutere insieme iniziative efficaci piuttosto che partecipare alla rincorsa di annunci che non producono effetti. Per questo abbiamo sollecitato un confronto su possibili e diverse iniziative congiunte come l’invito a Bruxelles del Dalai Lama che non è un boicottaggio ma un grande messaggio politico».
Sono almeno 661 gli insorti tibetani che si sono consegnati alle autorità cinesi, dopo le proteste tibetane.






