Non sono ancora noti i risultati delle elezioni presidenziali di sabato 29 marzo in Zimbabwe, che sarebbero dovuti arrivare già ieri. L’opposizione però non ha aspettato e si è dichiarata vincente. La risposta di Mugabe, 84 anni e al potere dall’indipendenza nel 1980, è stata immediata: ha gridato al «colpo di stato» e promesso di comportarsi di conseguenza. Secondo i risultati parziali comunicati calla Commissione elettorale nazionale, il partito del presidente Mugabe e quello del leader dell’opposizione Morgan Tsangirai avrebbero quasi pareggiato. L’attesa per i risultati fà salire la tensione, in un paese dove l’inflazione supera il 100 mila per cento all’anno.
Secondo gruppi indipendenti di monitoraggio Tsvangirai otterrebbe il 55 per cento dei voti, Mugabe il 36 per cento e all’ex ministro delle finanze Simba Makoni, indipendente, il 9 per cento. Già sabato però, un gruppo di osservatori africani aveva espresso la «profonda preoccupazione» dopo la scoperta di migliaia di elettori fantasmi in un distretto del nord della capitale Harare, che da domenica è pattugliata dai reparti antisommossa della polizia.
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