Con l’approssimarsi dei Giochi Olimpici di Pechino 2008 la repressione nei confronti degli attivisti per i diritti umani in Cina sta aumentando invece di diminuire. E’ la denuncia di Amnesty International che, a quattro mesi dall’inizio delle Olimpiadi, si dice sempre più scettica sulla possibilità che la situazione migliori, tanto meno in Tibet. I politici di tutto il mondo e il Cio [Comitato olimpico internazionale] rischiano di essere complici di una «cospirazione del silenzio» se non si esprimono contro questa repressione, osserva l’organizzazione in un rapporto intitolato: «Il conto alla rovescia olimpico–la repressione degli attivisti minaccia i Giochi olimpici».
Secondo Amnesty, la repressione avviene «proprio a causa e non malgrado le Olimpiadi». Chi critica il governo viene preso di mira «proprio nel tentativo di dare al mondo esterno un’immagine stabile e armoniosa entro l’agosto 2008», rileva il rapporto.
Domani la torcia olimpica arriverà a Istanbul, dove le autorità locali hanno dispiegato ingenti mezzi per cercare di evitare che la corsa dei tedofori sia disturbata dalle proteste per la dura repressione attuata nei giorni scorsi contro i monaci tibetani da parte della Cina.






