Il ministro degli interni egiziano, Habib al-Adil ha minacciato una nuova ondata di arresti contro i Fratelli musulmani, il principale movimento di opposizione al regime del presidente Hosni Mubarak. Gli arresti, secondo al-Adil, sarebbero una «reazione» del governo alle proteste avvenute martedì in alcune delle principali città egiziane. Il movimento islamico accusa il governo di aver falsato preventivamente le elezioni amministrative, che si terrano il prossimo 8 aprile: la magistratura ha emanato centinaia di ordini di arresto [800 almeno sono stati eseguiti] per impedire ai candidati dei Fratelli musulmani di presentarsi alle elezioni e di fare campagna elettorale. Almeno 148 dei Fratelli arrestati nelle settimane scorse erano in lizza per le elezioni locali come «indipendenti», dato che il movimento è fuorilegge e come tale non può presentare propri candidati. Le manifestazioni di martedì ad Alessandria, Tanta, al-Buheira, al-Qaliubiya, Ismailiy, Suwah e al-Sharqiya si sono concluse con scontri tra i sostenitori del movimento islamico e la polizia. Undici persone sono rimaste ferite, tra cui un poliziotto, e più di cento sono state arrestate.
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