La fiamma olimpica di Pechino 2008 rischia di spegnersi nella bufera. Mentre è arrivata a San Francisco, dove sarà custodita in un luogo segreto fino a domani, non si placca la polemica dopo le proteste di Londra e Parigi.
Il governo cinese non ha parole abbastanza dure per condannare «le deprecabili attività delle forze separatiste favorevoli all’indipendenza del Tibet», ribadiscono che il «viaggio dell’armonia» della torcia olimpica deve andare avanti. Un’opinione che non condivide il Comitato olimpico internazionale [Cio]. Jacques Rogge, presidente del Cio ha così affermato che il futuro della torcia «è un argomento che deve essere discusso dall’Esecutivo del Cio» nel corso della commissione esecutiva del Cio che si apre domani a Pechino per tre giorni. Si profila quindi l’ipotesi che la staffetta olimpica di Pechino 2008 possa essere l’ultima o addirittura che possa essere interrotta prima del previsto. Anche perché è più che probabile che la tappa californiana di domani sia a sua volta movimentata.
Il Cio appare diviso. Per Kevan Gosper, membro australiano e capo della comunicazione del Cio, «l’itinerario mondiale della torcia dovrà essere ripensato». A partire dai Giochi di Vancouver 2010, la staffetta potrebbe limitarsi al territorio della nazione organizzatrice. Gunilla Lindberg, vicepresidente del Cio, si spinge oltre: «Sono certa che verrà discussa l’ipotesi» di fermare la staffetta della torcia di Pechino 2008. Tanto che, mentre l’Argentina si preoccupa per il prossimo arrivo della fiamma, il Brasile appare più tranquillo. Secondo alcune indiscrezioni infatti, la fiaccola non arriverà in Brasile.
Ieri il passaggio della fiamma olimpica a Parigi è stato perturbato dalle manifestazioni per la difesa dei diritti umani in Cina. Moltissime persone hanno risposto all’appello di Reporter sans frontières, trasformando la tappa parigina in un calvario, e obbligando le autorità olimpiche ad interrompere la staffetta prima dell’arrivo allo stadio Charléty. Un vero e proprio fiasco per le autorità francesi, nonostante l’imponente dispositivo di sicurezza schierato nella città: più di tremila uomini per vigilare su una torcia.






