Continua lo stallo politico in Zimbabwe a 10 giorni dalle elezioni generali del 29 marzo scorso. Si attende ancora la pubblicazione dei risultati delle elezioni presidenziali, che sulla base di dati non ufficiali vedrebbero il presidente uscente Robert Gabriel Mugabe e il capo dell’opposizione Morga Tsvangirai andare al ballottaggio. In mattinata, il portavoce della presidenza del Sudafrica ha ufficialmente smentito la notizia di un incontro tra Tsvangirai e il presidente sudafricano Thabo Mbeki, che si trova invece in India per il primo vertice indo-africano. Il capo del Movimento per il cambiamento democratico [Mdc], comunque, fa sapere di essere impegnato in una serie di visite nei paesi vicini per sensibilizzare i capi di stato della regione sulle sue posizioni. Posizioni duramente attaccate oggi in un lungo articolo pubblicato dal quotidiano ufficiale di Harare, The Herald, in cui si accusa Tsvangirai di essere impegnato in una vera e propria campagna di destabilizzazione del paese e delle sue istituzioni per evitare il ballottaggio, che non lo vedrebbe favorito. Secondo l’Herald, negli ultimi giorni Tsvangirai avrebbe alzato il tono di questa presunta campagna, dopo che il comitato centrale del partito di governo, lo Zanu-Pf, si è detto pronto ad affrontare il ballottaggio, respingendo una proposta politica avanzata dallo Mdc la scorsa settimana. L’accordo proposto dall’opposizione prevedeva, sempre secondo il giornale ufficiale, la nascita di un governo di coalizione e l’incarico di vice-presidente per Tsvangirai.






