Ci vorranno dieci giorni per conoscere il risultato del voto di oggi in Nepal. Il regno himalayano, 27 milioni di abitanti stretto tra India e Cina, potrebbe presto smettere di essere una monarchia e diventare una repubblica parlamentare. Dalle urne, infatti, deve uscire la composizione della nuova assemblea costituente che ha l’incarico di riscrivere l’architettura istituzionale del paese. In una decina di distretti, secondo le comunicazioni dell’ufficio elettorale centrale, il voto è stato rinviato a causa di non meglio specificate irregolarità e per questo ci vorranno alcuni giorni, forse dieci, prima che lo spoglio delle schede sia completato. Le operazioni di voto – le prime da quasi dieci anni – sono state abbastanza tranquille, dopo una campagna elettorale segnata dalla violenza. L’ultimo episodio ieri, quando un candidato è morto in circostanze ancora da chiarire. Gli osservatori internazionali e il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon avevano chiesto a tutte le parti politiche di consentire uno svoglimento pacifico del voto. Sembra che l’appello sia stato ascoltato. Ora bisogna attendere.
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