Almeno cinquanta migranti birmani sono morti soffocati nel rimorchio di un camion, dove erano stipate più di cento persone. I cadaveri sono stati scoperti dalla polizia di frontiera thailandese, alla frontiera tra i due paesi. L’autista ha aperto le porte del rimorchio, un container di sei metri per due, quando ha sentito i migranti che battevano alle pareti per chiedere aiuto, ma ha poi abbandonato il veicolo e i suoi occupanti. Secondo la ricostruzione della polizia thailandese, i migranti avevano attraversato in barca lo stretto braccio di mare tra Victoria Point e la città thailandese di Ranong ed erano stati poi caricati sul rimorchio, diretto a Phuket, una delle principali località turistiche della Thailandia. La strage sarebbe stata causata dal malfunzionamento del sistema di areazione del container. Sono migliaia i birmani che ogni anno cercano di entrare in Thailandia per sfuggire alla fame e alla repressione della dittatura militare.
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