Un tribunale di Harare ha respinto oggi la richiesta del Movimento per il cambiamento democratica [Mdc] che chiedeva la pubblicazione immediata dei risultati delle elezioni presidenziali del 29 marzo. «Il ricorso è respinto e le spese di giustizia sono a carico del Mdc» ha dichiarato il giudice Tendai Uchena. Una decisione che ha spiazzato molti commentatori, che si aspettavano invece l’obbligo di proclamare i risultati.
La Commissione elettorale ha chiesto di ricominciare la conta dei voti, affermando che ci sono «motivi sufficienti» per pensare che sono stati commessi errori durante lo spoglio. Secondo l’opposizione, il partito di Mugabé ha avuto il tempo di manomettere le urne, così che ricontare adesso i voti non garantirebbe affatto risultati trasparenti. Da due settimane, il leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai, afferma che è stato il suo partito a vincere le elezioni. Per il Zanu-Pf, la formazione del presidente Robert Mugabé, al potere dal 1980, ci dovrebbe essere un secondo turno. Il partito di Tsvangirai ha così deciso di contestare in giustizia già da ora la riconta, senza aspettarne l’esito, previsto per sabato. E ha indetto per domani uno sciopero illimitato. Sono molti a temere però che la battaglia post-elettorale precipiti venerdì 18 aprile, quando il paese celebrerà il giorno dell’indipendenza. Una cerimonia di solito accompagnata da un lungo discorso di Robet Mugabé.






