Si è concluso al tribunale militare del Cairo il processo di quaranta membri dei Fratelli musulmani, la principale forza di opposizione in Egitto. Ameno 34 persone sono state arrestate, tra cui anche parenti degli imputati e giornalisti, nel corso di una manifestazione di proteste davanti al tribunale, su molti cartelli si leggeva la scritta «Libertà». 25 imputati sono stati condannati per riciclaggio di denaro sporco e finanziamento di un’organizzazione fuori legge, a pene che vanno da tre anni a dieci anni di carcere, la sentenza di oggi è definitiva e pone fine a un processo durato più di un anno.
A sette anni di detenzione sono stati condannati il numero tre della Fratellanza, Khayrat al-Shater, e Hassan Malek, un altro dirigente; a dieci anni sono stati condannati in contumacia altri sette militanti. Altri sedici militanti sono stati condannati a pene da diciotto mesi a cinque anni. Secondo l’accusa, la Fratellanza musulmana, che controlla un quinto dei seggi in Parlamento, sta tentando di riattivare l’ala militare clandestina per scopi eversivi. Il verdetto era stato rinviato in vista delle amministrative dell’8 aprile precedute da retate della polizia ai danni della Fratellanza. Formalmente la Fratellanza islamica è fuorilegge e i suoi deputati siedono in Parlamento come indipendenti.






