Dalla riunione di Palazzo Grazioli non è uscito ancora un governo completo, tuttavia alcuni nomi sembrano molto probabili. Paolo Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, ha detto a Sky Tg24 che «Giulio Tremonti e Gianni Letta sono delle garanzie». Il primo dovrebbe tornare all’Economia, mentre Letta potrebbe essere vicepresidente del consiglio. Berlusconi ai cronisti ha detto che si potrebbe adottare il cosiddetto «modello Sarkozy», ovvero cooptare alcune «personalità» dello schieramento avversario per «particolari qualità tecniche». Una semplice allusione, per il momento, perché i partiti della coalizione di destra hanno iniziato a presentare il conto. Subito dopo il voto, i vertici della Lega non avevano fatto mistero della propria aspirazione ad avere il ministero dell’interno, per poter intervenire sull’immigrazione. Fini, invece, da due giorni candida l’avvocata Giulia Buongiorno [già difensore di Andreotti] come ministro della giustizia. Anche Raffaele Lombardo, leader del Movimento per le autonomie e neo-governatore della Sicilia, reclama un ministero. Berlusconi ha ribadito che le donne saranno «al massimo» quattro. Ed è partita la prima polemica internazionale: quando Berlusconi ha detto che l’esecutivo di Zapatero è «troppo rosa». Magdalena Alvarez, ministra spagnola per le infrastrutture, ha definito «assolutamente offensive» le parole di Berlusconi.
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