Da Gerusalemme, al termine del suo controverso viaggio in Medio Oriente, l’ex presidente statunitense Jimmy Carter, ha detto che «Hamas è pronta ad accettare il diritto di Israele a vivere in pace come vicino». Carter, che ha incontrato i vertici del movimento di resistenza islamico palestinese, a Damasco, ha rimproverato sia gli Usa che Israele per il rifiuto di qualsiasi trattativa con Hamas: «Il fatto grave non è che io ho incontrato Khaled Meshal–ha risposto Carter ai cronisti–Ma che gli Usa e Israele si rifiutino di trattare con una persona che deve essere coinvolta». Secondo Carter, Hamas sarebbe pronta anche ad accettare un cessate il fuoco, come fase preliminare per un accordo di pace più ampio. Anche la soluzione del caso del caporale Gilad Shalit, rapito da Hamas più di un anno fa, sarebbe stata rallentata, secondo Carter, dalla mancanza di comunicazione tra Tel Aviv e Gaza.
Mentre Carter parlava a Gerusalemme, al confine tra la Striscia di Gaza e Israele un miliziano di Hamas veniva ucciso dai soldati israeliani. Negli scontri, anche tredici soldati di Tsahal sono rimasti feriti.






