Due giorni di battaglia nelle strade di Mogadiscio

Per il secondo giorno consecutivo, i guerriglieri islamisti somali hanno dato battagli alle truppe etiopi che appoggiano il fragilissimo governo nazionale somalo di transizione. Almeno tredici persone, secondo quanto riferiscono testimoni locali, sono state uccise oggi. Da ieri, le vittime sono più trenta, di cui almeno quattro sono civili. I corpi dei caduti, dicono le fonti locali, rimangono sulla strada. I combattimenti sarebbero concentrati nella zona nord orientale della capitale somala Mogadiscio, e l’esercito etiope, che ha invaso la Somalia nel 2006 con il consenso della comuità internazionale, ha fatto ricorso ad artiglieria pesante e carriarmati. Almeno cento civili sono rimasti feriti. Le agenzie umanitarie internazionali ancora presenti nel paese africano avvisano che i nuovi scontri potrebbero essere l’inizio di una nuova, e più cruenta, fase dello scontro tra i guerriglieri islamisti fedeli all’Unione delle corti islamiche e l’esercito dell’Etiopia, poco gradito ai somali.

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