Da lunedì notte sono in corso in Egitto negoziati molto riservati tra le fazioni armate palestinesi e i vertici dei servizi segreti egiziani. L’obiettivo è quello di arrivare a uuna proposta comune di tregua, da girare a Israele, per cercare di arrivare alla sospensione del blocco che sta soffocando il milione e mezzo di persone che vivono nella Striscia di Gaza. I colloqui, a cui partecipa il capo dell’intelligence egiziana Omar Suleiman, coinvolgono anche Hamas e la Jihad islamica, il gruppo considerato responsabile dei lanci di razzi Qassam sulle città israeliane di Sderot e Ashkelon. Nel frattempo, e come prova di forza, la polizia egiziana ha scoperto e reso inservibili cinque tunnel che dalla Striscia di Gaza portavano oltre il confine chiuso dal valico di Rafah. I tunnel, probabilmente usati anche per far entrare nella Striscia armi e munizioni, servivano soprattutto per contrabbandare benzina, carburante per i generatori elettrici e i mille altri beni che il blocco israeliano non consente di reperire nella Striscia di Gaza. Israele, che ufficialmente non si è pronunciata su questi colloqui, ha però respinto l’offerta di tregua arrivata tramite l’ex presidente statunitense Jimmy Carter. Secondo il governo di Tel Aviv, la tregua offerta da Hamas servirebbe soltanto a riorganizzare le forze.






