L'Agenzia dell'Onu che si occupa della distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza ha deciso di sospendere la distribuzione a causa della mancanza di carburante.
L’Agenzia dell’Onu per le operazioni di soccorso [United nations relief works agency, Unrwa] ha annunciato la sospensione della distribuzione degli aiuti umanitari ai palestinesi della Striscia di Gaza, a causa della mancanza di carburante per i veicoli. La decisione arriva poche ore dopo la chiusura, decretata dal governo israeliano, dei valichi di frontiera per la Striscia di Gaza. Israele ha chiuso i valichi dopo che alcuni colpi di mortaio sono caduti vicino ai posti di frontiera, senza peraltro causare danni. I colpi di mortaio erano diretti verso i valici di Karni e di Nahal Oz, da dove passa la maggior parte dei rifornimenti per la Striscia di Gaza, compresi cibo, medicinali e carburanti. E’ la seconda volta che l’Onu sospende gli aiuti, perché il blocco israeliano impedisce che arrivi anche la benzina destinata ai veicoli delle Nazioni unite. L’80 per cento del milione e mezzo di persone che vivono nella Striscia di Gaza dipende dagli aiuti internazionali, e più di un milione direttamente dalle razioni dell’Onu. Secondo l’Unrwa, almeno 650 mila persone non riceveranno, già da lunedì, la propria razione di aiuti umanitari. Le condizioni di vita nella Striscia sono peggiorate da quando Israele l’ha dichiarata «entità nemica» e ha cercato con il blocco economico di asfissiare il governo di Hamas, che ha assunto il controllo della Striscia a giugno del 2007. In questo clima da punizione collettiva, il premier israeliano Ehud Olmert e il presidente palestinese Abu Mazen si incontreranno lunedì per l’ennesimo massaggio cardiaco al processo di «pace» lanciato a novembre scorso nel vertice di Annapolis.






