Forse a causa del mezzo scelto per la convocazione, internet, forse per la stanchezza e la sfiducia dei cittadini, lo sciopero generale di domenica contro il presidente egiziano Hosni Mubarak, non ha avuto il successo che le organizzazioni di opposizione speravano. Mubarak domenica ha compiuto ottant’anni, di cui gli ultimi 27 passati alla guida [autoritaria] del più popoloso stato arabo. Lo sciopero è fallito, ma i problemi restano: dalle agitazioni degli operai tessili al malcontento evidente per il caro-vita, fino alle critiche alla politica estera del presidente, troppo allineato con gli Stati uniti. L’insuccesso dello sciopero, però dice che la transizione al post-Mubarak sarà probabilmente più lunga [e forse più tormentata] di quanto non sembrasse fino a pochi mesi fa. L’erede designato, Gamal Mubarak, figlio del presidente, può forse prepararsi alla successione con maggior fiducia.
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