In Zimbabwe le elezioni presidenziali del 29 marzo non hanno ancora un vincitore ufficiale. Si continua ad aspettare che la Commissione elettorale annunci la data del secondo turno tra il presidente uscente Robert Mugabe e il capo dell’opposizione Morgan Tsvangirai, e che l’opposizione sciolga le sue riserve sulla partecipazione al ballottaggio, rappresentanti dell’Unione Africana (UA) e della Comunità di sviluppo dell’Africa australe stanno facendo la spola tra Harare e altre capitali del continente per fare il punto della situazione. Intanto il Movimento per il cambiamento democratico [Mdc] ha annunciato oggi che dalle elezioni sono stati uccisi almeno 25 dei suoi militanti.
Il portavoce del Mdc, Nelson Chamisa, ha inoltre dichiarato: «Pensiamo che il bilancio reale dei morti sia ancora più grave, dato che alcune zone rurali sono circondate da milizie» favorevoli al regime del presidente Mugabe. Per la prima volta dall’indipendenza del paese il partito al potere, lo Zanu-Pf, ha perso la maggioranza in parlamento.
Oltre all’esplosiva situazione politica, il paese deve anche fare i conti con un’inflazione record. Secondo gli ultimi dati ufficiali sarebbe di 165000 per cento a febbraio. Un dolllaro statunitense si cambia con 30 mila dollari dello Zimbabwe. E da ieri la banca centrale dello Zimbabwe ha messo in circolazione banconote da 250 milioni di dollari. Il paese è in una situazione drammatica, la disoccupazione colpisce il 70 per cento della popolazione e l’80 per cento vive sotto la soglia della povertà.






