Dopo l’India, il Vietnam e l’Egitto, anche il Bangladesh ha bloccato, da ieri, le esportazioni di quasi tutto il riso prodotto nel paese. La decisione è stata presa dal governo «per garantire la sicurezza alimentare e servire gli interessi del paese». L’aumento mondiale dei prezzi alimentari, ed in particolare di quello del riso [che è aumentato del 74 per cento dal marzo 2007] ha colpito duramente anche il Bangladesh: un chilo di riso – alimento base della dieta della maggior parte degli abitanti del paese, è arrivato a costare il doppio dell’anno scorso. Il Bangladesh non è, comunque, un grande esportatore di riso. In compenso è il quarto importatore al mondo di questo prodotto [circa 3 milioni di tonnellate]. La situazione alimentare del paese – nel quale il governo teme disordini – potrebbe essere alleviata dal raccolto in corso. Il blocco delle esportazioni di riso, iniziato ieri, dovrebbe durare sei mesi.
La decisione del Bangladesh arriva a qualche giorno dai tentativi – non nuovi, per la verità – del governo Tailandese di organizzare un cartello dei paesi esportatori di riso sul modello dell’Opec. Il Laos, la Cambogia e la Birmania [che in questo momento sta vivendo la catastrofe del ciclone] sono stati contattati e i primi due si sono detti favorevoli.
Ma la crisi alimentare si fa sentire con violenza anche in Africa. In Nigeria i panettieri sono scesi in sciopero per una settimana a causa dell’aumento del prezzo della farina. La lunghezza della protesta potrebbe far sì che si esauriscano le scorte di pane. Secondo un corrispondente della Bbc a Lagos il pane – alimento base della dieta di molti nigeriani–starebbe già sparendo dai negozi ella capitale. L’«Assosiation of Master backers», che ha indetto lo sciopero, sostiene che i prezzi del pane dovranno salire almeno di 25 punti percentuali dopo la protesta. La farina costa infatti sempre di più [il prezzo del grano è salito del 31 per cento nell’ultimo anno] e la situazione, secondo l’associazione, è peggiorata dai dazi imposti sulla farina importata. La produzione di pane dovrebbe invece ricevere dei sussidi, sostengono i panettieri.
A Managua, in Nicaragua, si apre oggi un vertice tra i presidenti dei Carabi, dei paesi centroamericani, di quelli dell’Alba [alternativa bolivariana delle Americhe] che metterà a tema la sicurezza alimentare. Nel vertice saranno esaminate politiche regionali per aumentare la produzione agricola e far fronte all’aumento dei prezzi dei cereali.






